La paura di lanciarsi: quando restare fermi fa più male che cambiare
Quante volte abbiamo avuto un’idea, un progetto, un desiderio forte… e lo abbiamo rimandato?
“Non è il momento giusto”, “Non sono abbastanza pronto”, “E se va male?”, “E se fallisco?”.
La verità è che la paura del cambiamento è una delle più grandi cause per cui restiamo bloccati in situazioni che, in fondo, non ci fanno nemmeno stare bene. Il cambiamento spaventa perché ci porta fuori da ciò che conosciamo. Anche quando la nostra vita non ci soddisfa davvero, è comunque una zona “sicura”: sappiamo cosa aspettarci, sappiamo come sopravvivere lì dentro. Buttarsi in qualcosa di nuovo — un trasferimento all’estero, un nuovo lavoro, un’attività tutta nostra, una relazione — significa affrontare l’incertezza. E l’incertezza fa paura.
Il mito dell’essere “pronti al 100%”
Uno dei motivi principali per cui rimandiamo è l’idea di dover essere completamente pronti prima di fare un passo. Più sicuri, più preparati, più forti, più competenti. Il problema è che quel momento perfetto quasi mai arriva. La verità, anche se scomoda, è che spesso si diventa pronti facendo, non aspettando. Si impara lungo il percorso, si cresce affrontando le difficoltà, non evitandole. Aspettare di sentirsi pronti al 100% è, molto spesso, solo un modo elegante per restare fermi.
La paura di fallire (e di cosa penseranno gli altri)
Un’altra paura enorme è quella di fallire. Fallire per noi stessi, ma anche davanti agli altri. Viviamo in un mondo in cui sembra che tutti vadano avanti: tutti si realizzano, tutti partono, tutti fanno qualcosa di grande. E quando ci confrontiamo con queste immagini, il nostro immobilismo pesa ancora di più. Così iniziamo a raccontarci che forse non siamo abbastanza capaci, abbastanza bravi, abbastanza “giusti”. E, rinunciando ai nostri sogni per paura, finiamo paradossalmente per sentirci proprio come temevamo: inermi, frustrati, incompiuti.
Restare fermi non è una soluzione
Rimanere dove siamo, però, non ci protegge davvero. Anzi, spesso ci logora lentamente. Vivere una vita che non ci rappresenta, rimandare continuamente ciò che desideriamo, ci porta a una sensazione costante di insoddisfazione. È quella vocina interna che ci dice: “Io vorrei di più, vorrei altro”. Il punto è questo: non scegliere è comunque una scelta. E restare fermi, nel lungo periodo, non porta risultati. Porta solo frustrazione, rimpianti e la sensazione di non concludere mai nulla.
Il coraggio non è assenza di paura
Il coraggio non è non avere paura. Il coraggio è fare un passo anche quando la paura c’è. Anche quando non siamo pronti. Anche quando non abbiamo tutte le risposte. Non serve stravolgere tutto dall’oggi al domani. A volte basta un piccolo passo in più. Una decisione presa nonostante il dubbio. Un tentativo. Perché anche se le cose non andassero come avevamo immaginato, avremmo comunque fatto esperienza, imparato qualcosa, mosso energia
Forse non saremo mai completamente pronti. Forse avremo sempre un po’ di paura. Ma restare fermi in una vita che non ci fa stare bene è un rischio molto più grande che provare a cambiare.
E se invece di chiederci “E se va male?”, iniziassimo a chiederci:“E se invece fosse proprio il passo che mi serve?”
