Tutto quello che vuoi sta dall’altra parte della paura!
Chi di noi non ha paura? Onestamente, nessuno.
Alzi la mano chi non ne ha mai provata nemmeno un po’.
La paura è una costante della nostra vita: impariamo a conoscerla da piccoli con frasi del tipo: “stai attento a non cadere dallo scivolo, non andare troppo forte in bici… o non correre per le scale”. Tutti consigli giusti, necessari, che ci mettono in guardia e ci aiutano a prestare attenzione. Però, allo stesso tempo, innescano in noi quella sensazione sottile e persistente che qualcosa di brutto possa accadere. Ed è così che poi, da grandi, associamo l’emozione della paura a qualcosa di negativo, a un limite invalicabile, a qualcosa da non oltrepassare. Oggi sentiamo dire invece che la paura è una sensazione normalissima, che proviamo tutti in situazioni diverse. A volte può essere qualcosa che ci frena, che ci rema contro, che ci blocca sul punto di partire. Ci viene detto che per stare bene bisogna superare le nostre paure, affrontandole. Solo che non siamo abituati a farlo, perché ci hanno insegnato che la paura serve a prestare attenzione, ma non ci hanno mai spiegato che può presentarsi anche quando non c’è un pericolo reale.
La paura è una nostra compagna di viaggio, che ci piaccia o no.
Oggigiorno viviamo con la paura di non essere abbastanza, di sbagliare o di aver parlato troppo. Abbiamo paura del cambiamento o di lasciare andare le cose così come vanno, anche quando non ci fanno più stare bene. Sentiamo dentro di noi la paura di non farcela o di deludere qualcuno. Non riusciamo a buttarci in nuove situazioni o a lasciarci alle spalle quello che è stato, per paura di quello che potrebbe accadere dopo. Preferiamo il conosciuto all’ignoto, anche se il conosciuto ci fa soffrire. Per non parlare poi di chi soffre d’ansia: la paura è sua cugina e spesso insieme vengono a far visita con i pensieri più assurdi e insistenti. A volte possiamo rimanere intrappolati in una vita che non ci appartiene e che non ci rende felici solo perché abbiamo paura di cambiare, di buttarci o di tentare. Magari all’inizio non ce ne rendiamo nemmeno conto, ma quando ne diventiamo consapevoli è lì che la sofferenza inizia a farsi sentire. Perché capiamo che potremmo avere molto di più, vivere con più pienezza, se solo avessimo più coraggio, se solo ce ne fregassimo di ciò che pensa la gente. E invece, per qualche motivo, rimaniamo lì fermi, a pensare, a rimandare, ad aspettare il momento perfetto che non arriva mai. Rimanere fermi, a volte, è una scelta di comodo, perché mettere in moto un cambiamento e assumersi le responsabilità richiede molta più fatica.
Ci adattiamo a ciò che non ci rende felici, convincendoci che vada bene così.
Avete mai provato a camminare con delle scarpe troppo strette? Che male e che fatica. E più si va avanti, più i piedi fanno male, ma continuiamo a camminare lo stesso. Per non parlare poi dei segni che questo lascerà. Ecco, questa immagine rende bene l’idea della sensazione che si prova a vivere qualcosa che non fa per noi. Affrontare le nostre paure può non essere semplice e a volte richiede molto tempo, per via di pensieri e abitudini che si sono radicati profondamente in noi. Però si può iniziare un po’ alla volta: un passo piccolo, ma nella direzione giusta, tanto nessuno ci mette fretta. E arriverà il momento in cui togliersi quelle scarpe troppo strette sarà una liberazione. Lo abbiamo detto: la paura sarà sempre presente nella nostra vita, ma l’importante è che non sia mai più grande delle occasioni che abbiamo per essere felici.
